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Diario di tangheri della Magic Dance in viaggio

verso la “fine del mondo”, l’Argentina!

Senza Tempo. La nostra prima tappa come frequentatori di milonghe è stata la visita pomeridiana presso una sala molto elegante di Buenos Aires. La Confiteria Ideal è un posto storico per gli amanti del tango. E’  un locale del 1912 in stile “belle époque”. Oggi la Confiteria appare piuttosto decadente, ma si intravedono gli antichi fasti e gli scintillii di lampadari che hanno illuminato il sogno di oblio di una società che voleva dimenticare le brutture e le miseria di una guerra e anestetizzare la nostalgia della madrepatria. Si entra in una dimensione senza tempo dove si annullano le età anagrafiche e psicologiche. Sulla scena di quel nuovo mondo, veleggiano anime danzanti che si invitano con sguardi eloquenti all’abbraccio e ad un viaggio lungo un tango. Altre milonghe ci hanno affascinato, ognuna per la sua specificità. El Beso è una milonga tipica con mirada Y cabeceo. Le pareti rosso fuoco, il tetto di travi annerite, luci soffuse e atmosfera retrò e familiare. E’ una milonga solitamente molto affollata. La Baldosa, che significa la mattonella, è frequentata dalla gente del posto in prevalenza. I tavoli migliori sono occupati dalle vecchie glorie del tango, che oggi hanno superato gli ottanta. Gli habituè vanno a rendere omaggio a questi grandi con atteggiamento  reverente. Non è insolito incontrare famiglie  con discendenza e ragazzine giovanissime che vengono introdotte al battesimo della società tanguera. I giovani ballano il tango salon sotto lo sguardo benevolo delle vecchie coppie che ballano in stile porteno. Il Buenos Aires Club, più volte alla settimana, ospita un’orchestra dal vivo: EL AFRONTE. L’orchestra conta da sei a otto componenti, con tre bandoneon virtuosissimi, molto ipnotici, e un cantante con una voce potentissima. La Viruta è una milonga per nottambuli. Si comincia tardi, quando i maestri hanno terminato le lezioni e le partecipazioni agli eventi mondani. Il livello è molto alto e vale la pena di stare a guardare. L’Obelisco, il Club Gricel e La Milonguita alla sala Armena sono abbastanza ben frequentate.

La fine del mondo. Inizio di un sogno di liberta’. Ci Siamo spinti fino alla fine del mondo, il limite più meridionale dell’America Latina. Al Capo Horn l’Oceano Atlantico si incontra con L’Oceano Pacifico e il mare ribolle con un colore verdastro, scuro e minaccioso. Ushuaia d’estate è una ventosa cittadina circondata da montagne con cime spruzzate di neve. Qui il turismo, come nel resto dell’Argentina, è sostenibile e ben organizzato. Il battello ci porta, navigando il Canale di Beagle, a pochissimi metri dalle colonie di cormorani, leoni marini e pinguini.  Abbiamo anche la fortuna di incrociare un capodoglio! Durante la navigazione stormi di uccelli sorvolano radenti l’acqua. Le distanze sembrano infinite e immensi sono la vegetazione, il mare e il cielo senza coperchio. La natura è talmente imponente da inglobare in sé il minuscolo uomo, in armonia, insieme a tutte le cose. La Ruta 40, la strada più lunga del mondo si ferma qui, all’interno di un parco nazionale che abbiamo visitato con un trenino : El tren del fin del mundo, anticamente usato dai detenuti del bagno penale di massima sicurezza. Da qui non era possibile evadere.  A circa quattro ore di volo da Buenos Aires El Calafate è una tappa di interesse naturalistico. Dalle montagne intorno, dove si può salire con un veicolo quattro per quattro, si gode una magnifica vista della città sul lago Argentino, che è azzurrissimo per via dei sedimenti glaciali. Ma la forza e la magnificenza della natura sono ancora più imponenti al cospetto del Glaciero Perito Moreno.  Davanti ad esso tutte le cose si ridimensionano a livello infinitesimale, soprattutto l’uomo. Ipnotici i bagliori azzurri e blu del sole che filtra attraverso impervi torrioni e guglie di ghiaccio. Il rombo di tuono che emette continuamente ci ricorda che il ghiacciaio è una cosa viva, minaccioso come una tempesta incombente, implacabile e inesorabile.

“El Centro Cultural Borges”, situato al secondo piano delle “Galerias Pacifico” ospita, fra le altre attività culturali di grande qualità, la scuola argentina di tango. Le aule con parquet chiaro, hanno ampi finestroni bianco sporco che si affacciano sull’affollato microcentro di Buenos Aires. Qui si respira un’atmosfera suggestiva, un po’ decadente e vintage. Il palinsesto delle lezioni viene aggiornato settimanalmente. Si comincia la mattina con molta calma:non prima delle 11:15, e  si prosegue fino alla sera. Si chiude alle 2130. Il sabato si tengono seminari intensivi. Ci sono lezioni per tutti i gusti: tango salon, tango milonguero, tango tradicional, tango elegancia, milonga lisa y traspié, vals, tecnica femminile e maschile, improvvisazione e musicalità. E’ possibile anche prenotare delle lezioni individuali. Si alternano maestri bravissimi. Jorge Firpo e Diana Mestre, Damian Garcia, Turco Suaya, Paula Franciotti e Orlando Scarpelli, Maria Angeles Rodriguez, Aurora Lubiz, Edoardo Balati e Marcela Maron, per citare quelli che abbiamo conosciuto personalmente. Tutti hanno grande esperienza e capacità di trasmettere la loro anima tanguera potente e atavica, che permea persino i  loro gesti del quotidiano. Amano farsi fotografare con le loro classi e intrattengono, con gli allievi che lo desiderano, amicizia su facebook.

 

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